La bufala dei ripartitori di calore

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Su condominioweb un produttore di ripartitori di calore, che per legge saremmo obbligati ad installare entro il 2016, conferma che non sono strumenti omologati.



Se non sono strumenti omologati, non si sa cosa e come misurino né come possono essere verificati.

Non é quindi legale utilizzarli per addebitare quote di riscaldamento, a prescindere dalle decisioni delle assemblee condominiali.

Il produttore dichiara che:

“L’incertezza di misura, nel caso dei ripartitori, deriva principalmente dal fatto che il sensore posteriore deve accoppiarsi con il corpo scaldante su cui è montato, pertanto vi è un’operazione umana che influisce significativamente sul risultato della misura”.

E, in merito all’installazione,aggiunge:

“Abbiamo visto ripartitori fissati con nastro isolante da elettricista. Abbiamo visto ripartitori fissati sul tubo di mandata anziché al centro del radiatore. Anche in casi dove il posizionamento era accettabile, abbiamo visto ripartitori montati senza il necessario supporto posteriore (che deve essere riempito con gel conduttivo)” 

I ripartitori quindi non misurano l’energia termica che entra nel radiatore, ma quella che esce, con pacifica arbitrarietà:

 

  • nell’installazione dei sensori e dello stesso ripartitore;
  • nell’imputazione dei dati nel ripartitore;
  • nella gestione ed elaborazione dei dati del ripartitore;
  • nell’imputazione di coefficienti correttivi che dovrebbero tener conto della dispersione dei locali.

La richiamata norma tecnica di riferimento, la UNI 10200, consta  di 80 pagine ed è mostruosamente complicata mentre lo studio dell’Enea, é molto chiaro.

E’ per questa ragione che gli strumenti di misura devono essere omologati!

Così, in assenza di regole, ognuno fa quello che vuole e lo strumento non solo può essere installato male, ma venire manomesso, senza che nessuno se ne accorga per anni.

E un condomìnio dovrebbe pagare sanzioni se non installa questi sistemi?

Uno dei commenti sotto riporta il testo di una interrogazione parlamentare del 2015, attesa una revisione della legge.

www.edoardobeltrame.com