Le marcature CE dei contatori

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Sono decine di milioni i contatori intelligenti che lampeggiano nelle nostre case.


Dalle bollette sappiamo che misurano l'energia elettrica che consumiamo, ma non sappiamo come sono fatti, come funzionano e come vengano gestiti da remoto.

Quando dal 2001 li hanno installati, dicevano che era tutto gratis e che avremmo pagato solo il consumo effettivo e non più acconti.

Non era vero, e ancora oggi paghiamo consumi stimati.

Oltre a un insormontabile problema di metrologia legale, argomento ricorrente del blog, c'è quello della potenziale pericolosità per gli utenti.

Nasce tutto dal marchio CE che, in Europa, dovrebbe garantire la conformità, di ogni prodotto che vi circola, alle norme in accordo alle quali viene fabbricato, messo in commercio e utilizzato.

Se il marchio CE, impresso in questo caso sul contatore, non è regolare la presunzione di conformità non sussiste.

Se il marchio CE non è regolare, chi lo ha installato e chi lo utilizza per fatturare energia incorre in una sanzione amministrativa e alla confisca.

La marcatura CE significa in buona sostanza che qualcuno ha eseguito i test di sicurezza e un manuale ci deve spiegare cosa si deve, o non si deve fare, per evitare i pericoli.

I contatori attualmente in servizio sono contraddistinti da due tipi di marcatura: quella utilizzata prima dell'entrata in vigore in Italia della direttiva europea MID – marzo 2007 – che riporta il solo simbolo CE e quella utilizzata dopo l'entrata in vigore della MID, dove il simbolo CE è seguito da una M, da due cifre che indicano l'anno di apposizione della suddetta marcatura e dalle quattro cifre che identificano l'Ente Notificatore Europeo che lo ha omologato.

Segue, preceduto da una T, il numero del dossier tecnico depositato sia presso il fabbricante che presso l'Ente Notificatore; quest'ultima indicazione è facoltativa.

La marcatura regolare di tutti i contatori installati dal maggio 2007, a meno del 0122 e del T10070, deve essere fatta così.

I contatori pre-MID, sono più di trenta milioni, non sono omologati e non esiste quindi la garanzia che rispondano ai criteri di sicurezza; non é neppure chiaro perché sia stata apposta la marcatura CE.

Dei contatori omologati MID viene invece attestata la conformità a un modello depositato, sia per quanto attiene alle norme metrologiche che a quelle di sicurezza, chiaramente previste appunto dalla direttiva.

La MID prevede infatti che, all'installazione del contatore, venga consegnato all'utente il manuale d'istruzioni e d'uso e la "Dichiarazione di Conformità", firmata dal legale rappresentante della società che lo ha fabbricato, o l'ha immesso sul mercato.

La dichiarazione, in pratica, garantisce l'utente che i criteri di fabbricazione e di prova del contatore installato sono stati rispettati.

La dichiarazione di conformità attesta altresì che l'azienda che fabbrica il contatore, ha depositato un fascicolo tecnico presso l'Ente Notificatore Europeo che lo ha omologato, il quale, a richiesta dell'utente, può essere consultato.