Gli assurdi oneri di sistema

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Lo sapete quanto pesa nella vostra bolletta la voce "oneri di sistema"?


Nel 2016 gli oneri valevano 14,4 e nel 2019 saranno 18 miliardi di euro.

Cifre così non possono più essere pagate dalle bollette anche perché sono sempre più numerosi quelli che decidono di prodursi l'energia che consumano, quindi una componente A3, sempre maggiore, resta a carico degli altri cioè di quelli che non se la producono e che, in questo modo, meno consumano e più pagano.

Bisognava prevenire, e correggere, una simile situazione invece di lanciare allarmi come "aumenta il timore per la crescita dell'autoconsumo" dietro ai i quali l'Autorità per l'energia si è sempre nascosta.

Ovvio che tutti quelli che ne avranno la possibilità, vorranno prodursi la propria energia e si staccheranno dalla rete.

Ovvio anche che se si congelano per un semestre gli oneri di sistema, come è stato deciso l'anno scorso, quest'anno bisogna pagarli con gli interessi. Uno scherzetto da un miliardo di euro facendo indebitare i consumatori.

La voce dominante degli oneri di sistema riguarda gli incentivi alle energie rinnovabili il cui sviluppo è stato impostato e perseguito con demenziale leggerezza.

Il governo Monti aveva imposto un limite annuo agli incentivi, perché tutti si erano messi a costruire impianti tanto avrebbero pagato le bollette; il governo Renzi aprendo la strada all'indebitamento dei consumatori, li aveva spalmati su un periodo più lungo, riconoscendo gli interessi, ma rimandando il problema.

Adesso sui social fioccano le proposte di installare pannelli fotovoltaici per non pagare energia elettrica che è destinata a diventare sempre più cara.

Ma quelli che non non lo faranno, pagheranno il conto di tutti? E fino a quando?

E intanto,in questo disastro, i primi produttori di energia fotovoltaica incassano anche 7/8 volte l'attuale prezzo dell'energia all'ingrosso, mentre i consumatori dovranno pagare con le bollette non solo gli incentivi ma anche tutti i costi per bilanciare la rete, messa dura prova dall'intermittenza degli impianti di rinnovabile.

Dicono pochi spiccioli ma è una balla! A Brindisi si prevede l'installazione di un motore sincrono da 300 MW – la potenza di una centrale termoelettrica di una volta – il cui funzionamento è già pagato dalle bollette future.