La mancata lettura dei contatori

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Nuovi o vecchi, intelligenti o scemi, legali o meno, accesi o spenti, nessuno legge più i contatori e tutti pagano un consumo stimato, basato sui consumi precedenti.

Eppure, i contatori di energia elettrica nascevano anche con lo scopo di dare puntualmente tutte le informazioni sul nostro consumo per tentare anche di farci risparmiare.

Erano tutte balle, i contatori erano intelligenti solo per quelli che l’energia la vendono e  molto meno per quelli che la consumano.

La procedura corretta sarebbe: il distributore legge e comunica il dato al fornitore il quale emette la bolletta.

Ma il distributore invece non legge il contatore, anche se è pagato per farlo, e non interessa neppure che il dato di consumo vada perso nella trasmissione elettronica. Neppure al fornitore la lettura interessa  perché tanto fattura sempre consumi maggiori di quelli reali.

Senza l’auto-lettura del consumatore, che è fondamentale in questa situazione, ma rappresenta un’ulteriore regalo al distributore, i consumi stimati diventano storici e la differenza tra il consumo indicato nelle bollette e quello reale, si amplifica.

Se poi un utente legge il contatore, quando ha la fortuna di trovarlo “leggibile”, e verifica i numeri con quelli delle bollette accorgendosi della differenza, si preoccupa e scrive al fornitore il quale risponde con la lettera qui allegata.

Il fornitore scarica la responsabilità sul distributore che non fa il suo dovere e, in assenza di dati recenti, avvisa l’utente che le fatturazioni sono in linea con i consumi: anche se non è assolutamente vero!

E’ inaccettabile che i consumatori paghino con la bolletta un servizio non reso quando, come in questo caso, i contatori elettronici erano stati installati, a loro spese, proprio per leggere puntualmente i consumi effettivi.

Tutti si sono dimenticati proprio del contatore: non sanno dov’è, magari è spento, magari è quello del vicino di casa.

Nessun chiede il rimborso per un servizio non reso e nessun chiede una verifica del contatore per essere certo che sia il suo.

Le giustificazioni del fornitore  sono patetiche, come il richiamo alle norme vigenti che invece impongono proprio le letture.

E l’Autorità….. dorme sonni tranquilli!

Il fornitore preannuncia anche un rimborso, relativo ai consumi di due anni prima, dicendo di aver sollecitato i dati al distributore: e così la presa per i fondelli è completa.

Nella sostanza: il fornitore si finanzia a spese dell’utente, e lo Stato incassa accise, imposte e IVA non dovute.

Quanti sono i casi come questo? E quanti sono i milioni di euro in ballo ?

Conviene a tutti che i contatori non vengano letti, a tutti meno che al consumatore.

Ecco la lettera del fornitore.