Martedì, 24 Luglio 2018 14:50

CHIROPRATICA: È RICONOSCIUTA COME SPESA SANITARIA?

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Da qualche anno soffro di cervicale e da novembre 2017 mi sottopongo periodicamente a delle sedute di chiropratica per risolvere, o comunque attenuare, questo mio problema. Mi chiedevo se la chiropratica fosse riconosciuta come spesa sanitaria affinché possa fruire della detrazione del 19%.

La risposta è affermativa, tuttavia bisogna fare delle precisazioni. 


Innanzitutto è bene chiarire che la professione del chiropratico fino a qualche mese fa non rientrava a pieno titolo tra le professioni sanitarie, ciononostante l’Agenzia delle Entrate consentiva ai contribuenti di poter detrarre questa spesa. Ad oggi, grazie alla Legge Lorenzin, il chiropratico è andato ad aggiungersi alle altre professioni sanitarie. 

A livello fiscale la disciplina non è cambiata. 

Nel caso in esame dunque la contribuente, in sede di dichiarazione 2018, potrà portare in detrazione le spese sostenute nel 2017, quindi quelle relative ai mesi di novembre e dicembre, poiché vige il principio di cassa. Le ricevute datate 2018 sono da presentare nella dichiarazione 2019. 

Di seguito si riportano i requisiti di accesso. 

Per accedere alla detrazione occorre che la pratica venga eseguita in centri autorizzati, la cui direzione sia affidata ad un medico specialista in fisiatria o in ortopedia che se ne assuma la responsabilità tecnica. 

La documentazione da conservare e presentare nel caso di un eventuale controllo fiscale è rappresentata da: 

  • la fattura o la ricevuta fiscale rilasciata dal medico o dal centro;
  • la prescrizione medica.

Si faccia particolare attenzione a possedere quest’ultima perché serve ad accertare la finalità terapeutica del trattamento con la patologia del paziente, e senza di questa pur conservando la fattura/ricevuta non si potrebbe accedere alla detrazione. 

Rientrando tra le spese mediche, anche per la chiropratica la percentuale da detrarre è del 19% al netto della franchigia, ammontante a 129,11 euro. Tali valori sono da calcolarsi una sola volta sul totale delle spese sanitarie e non su ogni singola spesa. 

Autore: Ilaria Pugliese