Mercoledì, 25 Luglio 2018 10:30

EREDITÀ: DUE MODI PER NON PAGARE I DEBITI DEL DEFUNTO

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Può accadere che, al momento della divisione del patrimonio ereditario, gli eredi vengano a conoscenza che la persona deceduta aveva un consistente debito nei confronti del Fisco. 


Orbene, accettando l’eredità, il patrimonio degli eredi e quello del defunto diventano un unico patrimonio per cui gli eredi acquisiscono non solo i beni mobili, immobili e i crediti, ma anche i debiti del defunto che dovranno, di conseguenza, pagare.

In questi casi gli eredi, per evitare che il Fisco vada ad intaccare il loro patrimonio personale, possono avvalersi dell’istituto della rinuncia all’eredità

Si tratta, nello specifico, di un atto attraverso il quale una persona (l’erede) dichiara di rinunciare a ricevere l’eredità affinché il suo patrimonio personale non venga aggredito dal Fisco a soddisfazione dei crediti che quest’ultimo vanta nei confronti del defunto. 

La rinuncia all’eredità comporta, dunque, i seguenti effetti: 
  • il patrimonio personale di ciascun erede rimane distinto da quello del defunto;
  • i debiti del defunto non si trasferiscono agli eredi;
  • il Fisco potrà pretendere il pagamento solo dagli eredi che hanno accettato l’eredità.
Tuttavia, nel caso in cui gli eredi non intendano rinunciare all’eredità senza che i debiti del defunto vadano a gravare sul proprio patrimonio personale, possono optare per una soluzione intermedia: l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario
Quest’ultima soluzione consente di ereditare il patrimonio del defunto senza dover pagare i debiti con il proprio patrimonio personale rispondendo, dunque, solo nei limiti della massa attiva ereditaria
In pratica, l'accettazione con il beneficio d'inventario comporta che gli eredi, pur entrando nel possesso di tutti i crediti e i debiti del defunto, non saranno tenuti a pagare debiti che vadano oltre il valore del patrimonio ricevuto
In tal modo l’erede non dovrà pagare con il proprio patrimonio personale i debiti di un'eredità dannosa in quanto gli stessi verranno estinti solo con l'utilizzo del patrimonio del defunto e non anche con quello dell'erede. 
Ad esempio se il valore del patrimonio ereditato è pari a 30.000 euro ed il defunto aveva nei confronti del Fisco un debito pari a 35.000 euro, quest’ultimo potrà aggredire solo il valore di 30.000 euro, senza poter intaccare il patrimonio personale degli eredi dovendo,pertanto, rinunciare alla rimanente somma di 5.000 euro.


Salvatore Cortese