Martedì, 24 Luglio 2018 15:06

PANNELLI SOLARI: DETRAZIONE IN DICHIARAZIONE

Nel maggio 2017 ho installato dei pannelli solari, per la sola produzione di acqua calda, presso la mia abitazione. Premesso che sono in regola con la comunicazione all’Enea, in che misura posso detrarre la spesa in sede di dichiarazione?

L’installazione di pannelli solari rientra tra gli interventi finalizzati al risparmio energetico. 

Pubblicato in Fiscal Focus
Con l’articolo di oggi diamo risposta al quesito riguardante la possibilità di godere dell’agevolazione bonus verde nel caso di lavori eseguiti sul giardino che circonda l’immobile nel quale è proprietario di due appartamenti tra loro indipendenti. 
Nel caso in questione - a fronte di una spesa complessiva di 6.000 euro circa – ci si domanda se il limite massimo su cui calcolare l’agevolazione del 36% fosse di 5.000 euro (tenuto conto che entrambi gli appartamenti sono a lui riconducibili) oppure se fosse possibile cumulare il limite di 5.000 euro per ciascun appartamento e, dunque, avere un tetto massimo di agevolazione di 10.000 euro (vale a dire 5.000 euro per ciascun appartamento). 
La risposta non può che essere affermativa
Infatti, dal momento che l’agevolazione in commento si riferisce agli immobili e non alle persone, nel caso in cui un soggetto sia proprietario o affittuario di più unità immobiliari, la riduzione di imposta si applicherà tante volte per quanti sono gli immobili oggetto dei lavori. Di conseguenza, nel caso che ci occupa, il limite di 5.000 euro potrà essere considerato su ciascuno dei due appartamenti. 
 
Ricordiamo che il bonus verde è un’agevolazione che consente di ottenere una riduzione dalle tasse nella misura del 36%, nel limite massimo di 5.000 euro, sulle spese sostenute per: 
 
  • Risistemazione e miglioramento di giardini;
  • Realizzazione di pozzi e impianti di irrigazione;
  • Lavori di potatura;
  • Realizzazione di giardini pensili (ad esempio la copertura a verde del tetto di un edificio).
Sono, inoltre, detraibili le spese relative alla progettazione e all'esecuzione degli interventi per i quali si chiede l’agevolazione. 
Per godere del bonus verde, oltre a dimostrare con apposita documentazione di essere possessori o detentori dell’unita immobiliare, è necessario che i pagamenti siano tracciabili, ovvero vengano effettuati tramite assegno, bancomat, carte di credito o bonifico. 
L’agevolazione verrà poi ripartita in 10 quote annuali di pari importo
 
Salvatore Cortese
Pubblicato in Fiscal Focus

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Per ottenere le agevolazioni fiscali previste sui lavori per il recupero del patrimonio edilizio non è sufficiente eseguire il pagamento in maniera tracciabile (ad esempio tramite assegno o semplice bonifico) ma è necessario effettuare i pagamenti attraverso il c.d. bonifico parlante, vale a dire un modello di bonifico che contenga i seguenti elementi:

-causale del versamento, in cui sia espressamente indicato che il pagamento è fatto per lavori che danno diritto alla riduzione fiscale (articolo 16-bis del DPR 917/1986);
-codice fiscale del beneficiario della detrazione;
-codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Nel caso in cui il pagamento venga effettuato per lavori realizzati sulle parti comuni condominiali, nel bonifico (oltre al codice fiscale del condominio) è necessario indicare il codice fiscale dell’amministratore.
Laddove i lavori sulle parti comuni riguardino un condominio minimo (vale a dire un condominio composto da massimo 8 inquilini), il codice fiscale da indicare nel bonifico parlante è quello del condomino che effettua il pagamento.
Si ricorda, infatti, che i lavori per il recupero del patrimonio edilizio possono riguardare sia le singole unità abitative che le parti comuni di edifici condominiali con la differenza che:

1. I lavori sulle singole unità abitative possono riguardare interventi di:
• manutenzione straordinaria (ad esempio installazione di ascensori e scale di sicurezza, rifacimento di scale, ecc.);
• restauro e risanamento conservativo (ad esempio interventi per adeguare le altezze dei solai o lavori per il ripristino di situazioni di degrado);
• ristrutturazione edilizia (ad esempio demolizione e ricostruzione mantenendo la volumetria preesistente oppure apertura di nuove porte o finestre).

2. I lavori sulle parti comuni possono riguardare oltre gli interventi di cui al punto 1, anche quelli riguardanti lavori di manutenzione ordinaria (ad esempio tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni oppure lavori eseguiti per mantenere efficienti gli impianti tecnologici esistenti).


Autore: Salvatore Cortese

Pubblicato in Economia e Finanza