Mercoledì, 02 Novembre 2016 13:09

Quando e dove e’ nato il termine imprenditore?

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Intorno al Cinquecento appaiono le prime citazioni del termine imprenditore. Con questo nome si indicava il capitano di ventura che ingaggiava truppe per servire principi e potenti. Solo nel Settecento la definizione d’imprenditore assume i connotati moderni (nel campo agricolo il proprietario terriero, in quello manifatturiero chi produceva merci da distribuire, in quello pubblico l’impresario che realizzava infrastrutture). 

 Nel 1803 nel suo Traitè d’economie politique Jean Baptist Say descrisse il ruolo centrale dell’imprenditore nel mondo del capitale, della produzione, del commercio e del consumo e nel 1912 Joseph Schumpeter si occupò della funzione di innovazione nei fattori produttivi apportata dalla figura dell’imprenditore.

Al giorno d’oggi e secondo la norma:

  • Può essere imprenditore sia una persona fisica che una persona giuridica
  • Per attività economica si intende ogni attività volta ad utilizzare i fattori produttivi (capitale, lavoro e materie prime) per ottenere un prodotto (bene o servizio)
  • I beni e servizi che costituiscono il prodotto dell’impresa sono quelli che hanno un valore economico; i beni o servizi eventualmente prodotti dall’attività d’impresa privi di un valore di scambio non costituiscono “prodotto” in senso economico
  • La destinazione al mercato dei consumatori è fondamentale perché si possa parlare di attività imprenditoriale, l’attività imprenditoriale deve essere volta a soddisfare i bisogni altrui;
  • Sull’imprenditore ricade il rischio d’impresa ovvero il rischio del risultato economico dell’attività intrapresa.

L’impresa ha quindi un obbiettivo (produzione o scambio di beni o servizi) e, sotto il profilo economico, deve essere condotta con criteri che prevedano una adeguata copertura dei costi con i ricavi.
Fin qui le regole e le norme (e alcuni cenni storici).
L’inizio di un’attività si basa su un certo talento o attitudine per la parte operativa dell’impresa: l’amministrazione, la commercializzazione, la produzione. La competenza in queste aree è ovviamente importante per iniziare, ma il fatto è che l’area operativa dell’impresa è solo una parte che costituisce il ciclo di vita dell’impresa stessa. Questo ciclo di vita in generale consiste in quattro fasi:

  • Start up il vero e proprio inizio dell’impresa, oppure può essere l’introduzione di un nuovo prodotto o servizio, o una nuova locazione in un altro paese, o l’introduzione di un nuovo dipartimento o funzione;
  • Crescita è la fase in cui l’impresa si sviluppa attraverso le vendite, il personale, l’organizzazione, la struttura, la ricerca;
  • Continuità è la fase di consolidamento dell’impresa
  • Riorganizzazione è la fase più critica: cambia il mercato, cambiano le leggi, cambia il rapporto con le risorse umane, il nostro prodotto o servizio diventa obsoleto.

Comprendere e superare le fasi del ciclo di vita dell’impresa presuppone possedere altre competenze che non sono solo quelle operative, ma è necessario avere competenze nella logistica, distribuzione, marketing, gestione delle risorse umane. La sinergia tra queste competenze permette di crescere e raggiungere gli obiettivi prefissi.