Giovedì, 27 Febbraio 2020 09:00

Il disboscamento causato da criminali per ricavare pascoli

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Molti degli incendi che hanno devastato l’Amazzonia la scorsa estate (2019) sono stati provocati da allevatori di bestiame interessati ad avere sempre più pascoli per i loro animali, la cui carne alla fine può trasformarsi in un “succulento” panino con hamburger che troviamo in tutto il mondo “grazie” ad una nota multinazionale americana del cibo.

Detto questo però non dobbiamo dimenticare, anzi ricordare sempre, che un bel hamburger rappresenta la fine cruenta e la macellazione di un essere senziente. Accademia Kronos non intende fare qui una crociata contro chi mangia gli animali, ma diciamo subito e, non solo dal punto di vista etico, ma soprattutto nella visione futura del raddoppio della popolazione planetaria, che sia necessario che ognuno di noi si fermi un attimo a riflettere.

Si parla che nel 2050 la popolazione Indiana raggiungerà il miliardo e 300 milioni abitanti e l’Africa il miliardo e 700 milioni e tutti gli abitanti della Terra potrebbero attestarsi intorno ad un numero impressionante: 12 miliardi.  Se oggi il problema della fame del mondo è in molti casi drammatico, pensiamo cosa accadrà quando saremo 12 miliardi di individui.

Partiamo subito con una semplice constatazione che ci dovrebbe far riflettere: oggi per soddisfare le esigenze dei mangiatori di carne, si disboscano le ultime foreste pluviali del pianeta e non solo, infatti una considerevole quota di terreni agricoli produttivi è utilizzata solo per produrre foraggio per animali da allevamento.

Quindi con l’aumento della popolazione e delle esigenze alimentari, gli scienziati temono che da qui a 100 anni spariranno tutte le foreste pluviali del pianeta e la temperatura terrestre aumenterà di 4 o 6 gradi. Una vera è propria “Armageddon” per l’Umanità, e forse questa potrebbe essere veramente la sesta estinzione di massa del pianeta.

Una delle tante risposte per combattere l’aumento della temperatura terrestre è anche quella di ridurre drasticamente l’importa ecologica negativa dei bovini sul nostro pianeta, provvedendo seriamente a un progetto globale anche per produrre cibo per le prossime generazioni. Tanto per far capire cosa vuol dire l’impatto della carne sull’ambiente e il clima, forniamo un semplice esempio che ci dovrebbe far riflettere seriamente: “ Un capo grosso, un bovino per intenderci, in un anno di vita consuma il foraggio prodotto in circa un ettaro di terreno. La carne di questo animale poi consente a 4 persone la sopravvivenza alimentare per 10/12 giorni. Lo stesso ettaro di terra coltivato a cereali, ortaggi, frutta, ecc. senza produrre foraggio per animali, consentirebbe la sopravvivenza alimentare per un anno a 10 persone.

Da questo semplice esempio abbiamo già la risposta per capire come potremmo prepararci al raddoppio della popolazione terrestre.
Un terzo della produzione mondiale di cereali – circa 800 milioni di tonnellate nel 2017 – è stata consumata dagli animali allevati. Negli USA e in Europa oltre la metà dei cereali sono consumati dagli animali allevati (rispettivamente il 59% e il 56%), mentre in Asia e in Africa solo meno di un quarto dei cereali prodotti sono usati come mangime (rispettivamente il 22% e il 13%), la maggior parte viene impiegata per il consumo umano. Il mais è il principale cereale utilizzato negli allevamenti: circa il 60% della produzione globale viene usata come mangime. Nel 2017 circa 500 milioni di tonnellate di mais su un totale di circa 800 milioni di tonnellate sono stati usati come mangime, mentre solo 120 milioni di tonnellate sono stati impiegati per l'alimentazione umana diretta. Per quanto riguarda la soia, l'altro principale componente dei mangimi moderni, oltre il 70% della produzione mondiale è usata negli allevamenti.

La famosa scienziata. Frances Moore Lappè in uno dei sui studi ha osservato che se invece di somministrare solo al bestiame degli USA 150 milioni di tonn. di soia e cereali in un anno, questa quantità fosse stata destinata all’alimentazione umana, ciò avrebbe fornito «l'equivalente di una ciotola di cibo per ogni essere umano del pianeta per un intero anno» .

Questi dati e queste constatazioni ci fanno capire come la questione del cibo animale non è cosa da poco conto, ma è di un’importanza basilare per il nostro futuro. La questione non è solo quella della sottrazione di cibo per gli umani prodotto in agricoltura che invece finisce come foraggio per gli animali da allevamento, né nei gas serra che accentuano il riscaldamento globale del pianeta, ma anche e soprattutto nel consumo dell’acqua che in Paesi sottoposti a continui fenomeni di siccità comporta già un serio problema. La scheda  che segue è una dimostrazione di quanta acqua serve per 1 Kg di cibo.