Giovedì, 10 Settembre 2020 13:46

Coccodrilli e uccelli, “parenti” più di quanto si possa pensare

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Nella tassonomia classica coccodrilli e uccelli vengono messi in classi differenti ("Reptilia" i primi e "Aves" i secondi), questo potrebbe far suppore che non abbiano molti fattori in comune, almeno non più di quelli che possano avere con altre classi di tetrapodi, come, ad esempio, i mammiferi.



Grazie ai continui aggiornamenti scientifici e all'uso della classificazione cladistica (metodo di classificazione che si basa sull'identificazione temporale dell'ultimo antenato in comune) oggi si sa che coccodrilli e uccelli appartengono allo stesso clade, quello degli arcosauri (gruppo di cui fecero parte anche i dinosauri).

Studi comparati su questi animali (coccodrilli e uccelli) hanno confermato tale grado di parentela, non particolarmente visibile esteriormente, ma inequivocabile.

• L'apparato respiratorio: sia coccodrilli che uccelli hanno polmoni fissi, ossia non hanno una fase attiva di inspirazione e una passiva di espirazione che ne varia il volume. L'aria fluisce e defluisce nei/dai polmoni attraverso un sistema di sacchi aerei posti anteriormente e posteriormente all'organo respiratorio. I sacchi aerei, fungendo da "pompette" contrattili, creano un movimento d'aria continuo, costante ed unidirezionale all'interno del polmone, eliminando così ogni fase passiva e portando il rendimento della ventilazione polmonare prossimo al 100% (nei mammiferi, nel migliore dei casi, non si supera il 65%).

• L'apparato cardiovascolare: il cuore dei coccodrilli e degli uccelli è diviso in quattro parti distinte (come nei mammiferi). I coccodrilli sono l'unico ordine di rettili ad avere questa caratteristica, negli altri la divisione è parziale (i ventricoli dove fluisce il sangue della piccola e grande circolazione non sono divisi, quindi c'è un parziale rimescolamento che riduce di fatto la quantità di ossigeno destinata ai tessuti).

• La vocalizzazione comunicativa: che gli uccelli usino la risonanza del tratto vocale (frequenza formante) per produrre il loro canto (e quindi per comunicare) è cosa nota da moltissimo tempo, che lo stesso meccanismo sia utilizzato anche dai coccodrilli è una scoperta solo degli ultimi anni. Rispetto al melodico canto degli uccelli quello dei coccodrilli appare più come un grottesco muggito, tuttavia il metodo con cui viene prodotto è del tutto analogo. Si pensa che tali vocalizzazioni servano per comunicare agli altri esemplari della specie determinate informazioni, come, ad esempio, le dimensioni corporee (la stazza è un importante fattore che influisce sul comportamento territoriale e riproduttivo dei coccodrilli).

• Sistema di orientamento: recenti studi hanno rivelato che probabilmente i coccodrilli (quantomeno alcune specie) si orientano con un "sistema di navigazione" molto simile a quello degli uccelli. Ricerche effettuate sul coccodrillo marino (Crocodylus porosus) e sulla sua capacità di percorrere grandi distanza in mare aperto hanno evidenziato come questo usi la posizione del sole e la percezione dei campi magnetici per orientarsi, in modo analogo agli uccelli durante le migrazioni.

Rappresentazione schematica del sistema respiratorio degli uccelli

Grazie alla contrazione/espansione dei sacchi aerei l'aria si muove all'interno dei polmoni in una sola direzione, senza alcuna pausa, consentendo l'estrazione di una grande quantità di ossigeno.

Questi polmoni non presentano alveoli, ma sono costituiti da milioni di piccoli passaggi detti "parabronchi", collegati nelle parti terminali ai "dorsobronchi" e ai "ventrobronchi".

L'aria attraversa le fessure dei parabronchi e da qui entra in contatto con i molteplici vasi sanguigni capillari contigui, dove l'ossigeno e l'anidride carbonica si scambiano.