Giovedì, 04 Febbraio 2021 09:00

Adattamento ai cambiamenti climatici nel lontano passato

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Non è solo del ventunesimo secolo il fenomeno dei cambiamenti climatici, nel passato ce ne sono stati diversi, il più importante per la storia delle grandi civiltà avvenne 3000 anni fa e questo problema interessò gran parte delle civiltà del Mediterraneo orientale, Mare Egeo, Medio Oriente e Mesopotamia.

A differenza di allora oggi il "nostro" cambiamento climatico interessa non una parte, ma tutto il pianeta. Comunque è accertato storicamente e scientificamente che tra nella tarda età del bronzo, tra il 1250 e il 1100, l'area in oggetto subì una devastante siccità, al punto da far crollare molte fiorenti civiltà come quelle dei Cassiti, degli Assiri, dei Babilonesi, degli Ittiti, dei Mitanni, degli Elamiti, dei Minoici, dei Micenei, dei Ciprioti e infine delle città stato cananee. In una tavoletta trovata a Ugarit, si legge: "C'è carestia nella nostra casa; moriremo tutti di fame. Se non arrivate in tutta fretta, anche noi moriremo di fame. Non vedrete neppure un essere vivente nelle nostre terre".

Tutto questo è accertato non solo da antiche fonti storiche, da tavolette di creta, ma da alcune iscrizioni geroglifiche che raccontano l'evento, tra queste iscrizioni egizie, gli studiosi dell'Università di Tel Aviv , come riportato sulla rivista Egypt and the Levant, hanno trovato un papiro dove e riportato l'accorata richiesta di aiuto alimentare da parte della regina degli Ittiti, rivolta al faraone d'Egitto. Nell'antico testo si evince che il faraone acconsentì ad aiutare con grano e animali i loro antichi nemici ittiti.

Ma come fu possibile che solo il popolo egiziano previde in tempo l'arrivo della catastrofe climatica preparandosi? E anche questo è uno dei tanti enigmi di questo misterioso popolo. Gli studiosi hanno capito quali fossero i metodi di preparazione degli egizi alla grande siccità egiziana e questo attraverso interessanti scoperte avvenute durante gli scavi archeologici avviati in tutto Israele, in particolare nell'antico insediamento di Megiddo e nel Mar di Galilea. In particolare, per affrontare l'arrivo di una devastante siccità, i grandi sacerdoti e dotti egizi cercarono di migliorare i loro cereali attraverso una serie di ibridazioni tra essenze vegetali resistenti alla penuria d'acqua, che prosperavano in aree più aride del loro regno, con quelle che tradizionalmente vegetavano lungo il Nilo. Si pensa che da quella ibridazione si sia originato l'antenato dell'odierno Kamut (*). Non solo i vegetali, selezionarono anche il loro bestiame introducendo capi, soprattutto bovini, soliti a resistere a lunghi periodi di siccità. Oltre a ciò i faraoni ordinarono un aumento della produzione di grano in aree più fertili, in particolare nell'antico Israele. A quel punto gli egiziani, a differenza degli altri popoli confinanti, riuscirono a stipare ingenti quantità di cereali nei silos dell'epoca al punto da superare la crisi climatica e poi poter anche aiutare alcuni popoli confinanti.

Secondo gli scienziati fu il primo caso di "OGM" della storia per quanto riguarda il frumento. Oggi gli studiosi si chiedono come abbiano potuto fare ciò 3000 anni fa, quando solo da poco tempo noi uomini moderni ci siamo riusciti?

Alla fine questa lunga siccità durata circa un secolo e mezzo(1200 - 1150 a. C.) innescata da una profonda crisi climatica, di tutti i potenti e ricchi regni dell'epoca restarono solo le macerie, i palazzi incendiati e distrutti, le mura crollate, le città abbandonate, le dinastie interrotte. Solo l'Egitto seppe resistere alla grande crisi climatica e resistere anche alle ondate dei cosiddetti Popoli del Mare che fuggivano dalle loro terre inaridite cercando altri lidi su cui vivere.

L'antica civiltà egizia previde in tempo l'arrivo della grande siccità causata da situazioni climatiche avverse, si adattò e sopravvisse. Ora noi uomini del XXI secolo ci chiediamo: ci stiamo serialmente preparando all'adattamento climatico inevitabile che già "bussa alla nostra porta"? Oppure pensiamo che la crisi climatica paventata dagli scienziati sia la solita fake news e quindi tranquillamente proseguiamo per la nostra strada inquinando e distruggendo le ultime foreste del pianeta? Ma forse in cuor nostro speriamo che alla fine ci sarà qualche nuovo "faraone" a salvarci!

 

(*) Il Kamut è una varietà di grano duro noto per le sue proprietà nutritive e per la sua ricchezza di antiossidanti. Originario della "mezzaluna fertile" situata fra l'Egitto e la Mesopotamia, è sopravvissuto fino ai tempi nostri grazie alla sua coltivazione in piccoli appezzamenti da parte dei contadini egiziani e dell'Asia Minore.

Un'ipotesi circa la sua origine lo accredita come frutto di ibridazioni fra varie sottospecie selvatiche raccolte dall'uomo a partire da oltre 3000 anni fa. Questo cereale predilige stagioni calde e asciutte, quindi capace di resistere a periodi siccitosi. Il nome kamut sarebbe un'antica parola egizia equivalente a "grano"; secondo alcuni egittologi deriverebbe da Ka' moet che, nell'antico Egitto significava "anima della terra". Da qualche decennio è ripresa in tutto il mondo la sua coltivazione.

 

 

di Filippo Mariani