Giovedì, 08 Ottobre 2020 09:38

La libellula

Comunemente si identificano come "libellule" tutti gli insetti appartenenti all'ordine degli odonati (Odonata), in realtà, più correttamente, tale nome è proprio del genere "Libellula".
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Giovedì, 24 Settembre 2020 13:53

L'ape legnaiola

L'ape legnaiola (Xylocopa violacea), spesso identificata erroneamente come un "calabrone nero", è un imenottero della famiglia degli apidi (la stessa delle api mellifere), che si nutre del nettare dei fiori (fungendo da insetto impollinatore) e conduce una vita solitaria (non è un apide sociale).

Il colore nero (con riflessi violacei) e il volo rapido e rumoroso la rendono all'apparenza "minacciosa", tuttavia, in realtà, non ha un comportamento aggressivo e usa il pungiglione raramente, solo quando viene pesantemente infastidita e non trova vie di fuga. Inoltre il veleno iniettato ha una bassa citotossicità, provocando solo una sensazione momentanea di dolore e un lieve gonfiore temporaneo. Differentemente dalle api mellifere, l'uso del pungiglione non determina necessariamente la morte dell'animale (aculeo non uncinato).

Viene chiamata anche "ape d'inverno" in quanto è una delle prime specie di insetto impollinatore che si riattiva dopo la quiescenza invernale. A tal proposito il colore nero e la pubescenza del corpo l'aiutano a mantenere la temperatura.

In primavera, dopo l'accoppiamento, la femmina scava con le mandibole gallerie nel legno tenero e/o marcescente, formando più cellette separate da diaframmi e in ognuna depone un uovo e una riserva di polline (nutrimento per la larva). Il nome scientifico del genere è conseguenza proprio di questa sua attitudine (dal greco xylos=legno kopto= tagliare ... "taglialegna").

L'ape legnaiola, madre della nidiata, ha la capacità, all'occorrenza, di manipolare il sesso delle larve nelle uova e riserva alle femmine le cellette più spaziose (con maggior riserva di cibo) e più interne (minore rischio di predazione).

Questo imenottero è largamente diffuso nell'Europa centro meridionale (Italia compresa). In Italia sono presenti anche altre due specie del genere Xylocopa, la Xylocopa valga e la Xylocopa iris (rispettivamente di dimensioni maggiori e minori rispetto alla Xylocopa violacea).

I maschi dell'ape legnaiola sono riconoscibili dalla bande arancioni presenti vicino alla parte apicale delle antenne. La lunghezza è di 2,5-3 cm (dal capo all'addome) per entrambi i sessi.

 

a cura di Gabriele La Malfa

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Giovedì, 18 Giugno 2020 09:00

Cronache dalla jungla

Sto scrivendo questa nota dalla stazione biologica meteoclimatica "Italia Costa Rica" nella foresta tropicale del Paese centroamericano dove sono rimasto bloccato in seguito agli eventi causati dal Coronavirus.

 

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A causa del Covid-19, oggi (27.03.20) più di mezzo miliardo di persone, in tutto il mondo, si trovano private delle più basilari libertà individuali, inclusa quella di fare una passeggiata o di poter fare la spesa senza mascherina, guanti e certificato.

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L’allarme suona forte e chiaro, direttamente dalla copertina dell’autorevole rivista Nature: le foreste tropicali assorbono meno anidride carbonica.

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Spesso i titoli degli articoli “esagerano”, tuttavia non in questo caso, il veleno del ragno della ragnatela ad imbuto di Sydney (Atrax robustus) è altamente tossico e letale per l’uomo.
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Una crescente sensibilità verso l'ambiente spinge al ribasso il consumo di prodotti di origine animale.

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Giovedì, 05 Marzo 2020 09:00

Inquinamento delle risorse idriche

Come affermato dalla FAO, «l'evidenza suggerisce che il settore dell'allevamento è la più importante fonte di inquinanti delle acque, principalmente deiezioni animali, antibiotici, ormoni, sostanze chimiche delle concerie, fertilizzanti e fitofarmaci usati per le colture foraggere e sedimenti dai pascoli erosi».

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Molti degli incendi che hanno devastato l’Amazzonia la scorsa estate (2019) sono stati provocati da allevatori di bestiame interessati ad avere sempre più pascoli per i loro animali, la cui carne alla fine può trasformarsi in un “succulento” panino con hamburger che troviamo in tutto il mondo “grazie” ad una nota multinazionale americana del cibo.

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Non sono pochi i problemi che l’umanità si troverà ad affrontare da qui al prossimo decennio.

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