Martedì, 26 Giugno 2018 07:48

La reflazione e il consumatore usa e getta

L’America di Trump sembra sempre più determinata a fare leva sulla condizione di importatore netto in cui si trovano gli Usa, usando il vasto mercato interno americano come una potente arma negoziale.

The Donald rilancia nell'escalation del conflitto sul commercio internazionale, con un ordine nel corso della notte, di imporre nuovi dazi per ulteriori 200 miliardi di dollari - il quadruplo della stretta precedente - su beni provenienti dalla Cina, se questa non dovesse desistere dai suoi propositi di rappresaglia sui precedenti dazi Usa.

Già, se con i dazi però si tenta di salvare le imprese di casa, decotte così come gli altrettato decotti posti di lavoro, si innesca pure un aumento dei prezzi che riducono il potere d'acquisto riducendo la capacità di spesa.

Toh, una bella inflazione implicita, insomma, per tentare di salvare capra e cavoli!

Ehi, c'è pure quella esplicita. Si, quel circa +2%, previsto dal mandato della Bce, che ridurrebbe di altrettanto il potere d'acquisto.

Bella no?

Il presidente della Bce, Mario Draghi, al forum delle banche centrali a Sintra in Portogallo, ligio al mandato dice che, per accompagnare la ripresa dell'inflazione in uno scenario economico caratterizzato da incertezze, "occorre che la politica monetaria nell'Eurozona rimanga Paziente, Persistente e Prudente".

Già, 3P per far fronte alle incertezze.

Quali?

Con calma e gesso le enumera: "arrivano da tre fonti principali la minaccia di un aumento del protezionismo globale stimolato dall'imposizione di dazi su acciaio e alluminio da parte degli Stati Uniti, la crescita dei prezzi del petrolio innescata dai rischi politici in Medio Oriente e la possibilità di una persistenza della accresciuta volatilità del mercato finanziario".

Dunque, da quanto detto, debbo supporre che esista un'inflazione buona ed una cattiva.

Vediamo: la prima, quella trumpiana, mira a dare una pennellata di "minio" alla ruggine di molta industria Usa, coprendo pure quelle inefficienze che non fanno scendere i prezzi, più o meno "Reflazione"; la seconda mira a spargere liquido monetario per dar sostegno alla domanda e pure qui, non far scendere i prezzi. Più o meno altrettanta Reflazione.

Indipercuiposcia, al mercato i prezzi truccati, le imprese sussidiate e quella produttività, fiaccata da un tal azardo morale, che fine farà?

Gia, proprio quella alla quale tutti appendono le speranze per veder risorgere il sol dell'avvenir dei redditi da lavoro!

Giust'appunto, proprio quelli con i quali i più fanno la spesa per fare i 2/3 della crescita economica.


Mauro Artibani, l'Economaio
    Pubblicato in Professione Consumatore

    "Quando un Paese tassa i nostri prodotti, per dire, del 50%, e noi tassiamo lo stesso prodotto che arriva nel nostro Paese dello 0%, non è giusto o intelligente.

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    Ormai siamo abbastanza abituati al fatto che la politica nostrana dà molto materiale ai comici per i loro testi. Dall'esperto Crozza che ne ha ormai fatto un brand, alla più volatile Littizzetto che va dove la portano le notizie strane. Ma ora, purtroppo o per fortuna, la particolarità del nostro sistema politico ha portato l'attenzione di un comico inglese (naturalizzato americano) sulla nostra campagna elettorale.

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    Fake News. è da qualche anno ormai che abbiamo imparato a conoscere questo termine anche se, purtroppo, non possiamo dire che il popolo del web italiano (ma anche mondiale) sia capace e attrezzato a riconoscerle.

    Pubblicato in Spazio Relax
    Incontro alla Casa Bianca tra una delegazione di giovani sopravvissuti alle stragi nelle scuole americane e il presidente.
    "E' ora di cambiare radicalmente, di fare la cosa giusta. Bisogna prevenire, aiutare la gente prima che arrivi al punto di fare una strage".
    Eggià, sopravvissuti ed incazzati!
    Pubblicato in Professione Consumatore
    Lunedì, 19 Febbraio 2018 12:52

    Haiti, l'uragano della Fashion Week.


    L'isola di Haiti viene spesso tristemente ricordata per gravi catastrofi naturali, colpi di Stato e la pesante povertà dei suoi abitanti, e ultimamente anche per le infelici parole del Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump che l'ha definita, letteralmente, uno "shithole".
    Ma ad Haiti c'è molto di più di quello che pensa, e soprattutto c'è una grande voglia di mostrare le proprie bellezze.

    Pubblicato in Spazio Relax
    Venerdì, 09 Febbraio 2018 09:07

    Dazi tu che dazio anch'io

    Cina, Germania, Corea del sud, Italia da un lato gli Usa dall'altro, fanno a pugni e si prendono a male parole:

    Dannazione, noi yankee spendiamo nel mondo più di cinquecento miliardi di quanto il mondo spende da noi!
    Ehi, ehi, se hai un apparato produttivo vecchio e costoso te la pigli con noi!
    La mettete sul personale? Beh, ancora e sempre America first!
    Pubblicato in Professione Consumatore
    Venerdì, 14 Aprile 2017 10:02

    Io e Trump

    Già, e se governassi io?
    Pubblicato in Professione Consumatore
    Prima o poi c’era da aspettarselo dopo che Trump nella sua campagna elettorale aveva sparato soprattutto sugli accordi di Parigi sul clima e su altri negoziati sulla conservazione dell’ambiente naturale in corso.
    Pubblicato in Accademia Kronos