Costruire il futuro senza trascurare il presente

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foto alessandria

 

Alessandria, Non solo grandi opere, ma soluzione dei problemi esistenti. Tre anni di dissesto indubbiamente non sono pochi, anche se per come si era presentata la situazione all’epoca poteva anche andare peggio



I cittadini hanno pagato e lo faranno ancora per qualche anno, un duro prezzo con le tariffe delle imposte locali ai massimi livelli, un problema non di poco conto dato che si è aggiunto alla crisi nazionale.

Sul fronte dell’occupazione locale fortunatamente la perdita del posto di lavoro è stata minima e purtroppo come solitamente succede ha colpito i più deboli cioè i precari, anche se mettendoci nei panni di questi lavoratori e delle loro famiglie ha rappresentato comunque un grave problema.

La città ha vissuto una situazione di degrado in tutti i settori, manutenzione e pulizia delle strade, del verde, servizi pubblici carenti, ecc. dalla quale non ne siamo ancora usciti, i lamenti e le critiche dei cittadini non sono mancati e tuttora continuano, sia sui Social Network che nei bar.

Il raggiungimento del pareggio di bilancio e il probabile rientro nel patto di stabilità, come recentemente comunicato dalla Giunta che governa la città (che se confermato comporterà un aumento dei trasferimenti di risorse finanziarie da parte dello Stato) potrà consentire l’inizio del rilancio di Alessandria anche se purtroppo molto resta ancora da fare.

I lavori del PISU sono in corso e se non si sono commessi errori a livello progettuale,  dovrebbero cambiare in meglio il volto di Borgo Rovereto e Borgo Cittadella, con il ponte Meier che collegherà nuovamente la città con la fortezza, che unitamente al Marengo Museum e al museo Borsalino è uno dei pochi simboli rimasti della storia di Alessandria. 

Le grandi opere sono indubbiamente importanti per il futuro della città e a questo proposito recentemente è stato annunciato il progetto del Teleriscaldamento, che comporterà una serie di vantaggi, investimenti per 100 milioni di euro in cinque anni con un ritorno per l’indotto locale imprese e professionisti di 60 milioni di euro, posti di lavoro, rifacimento delle strade, riduzione dell’inquinamento e della bolletta per i cittadini nella misura dal 5 al 10%.

Ma va anche detto che ci sono opinioni discordanti, c’è chi afferma che la riduzione dell’inquinamento sarà minima, il ritorno per l’indotto locale sarà ridotto e sopratutto il rischio che nel tempo si determini una situazione di monopolio e i risparmi per i cittadini saranno solo iniziali e che la Multiutility Amag appena creata finirà per essere penalizzata.

Non essendo un tecnico non sono in grado di affermare con certezza di essere favorevole o contrario al progetto, ma ritengo che se i criteri adottati, come dovrebbe essere, partono dal presupposto di favorire i cittadini e non solo le grandi lobby, non dovrebbero esserci problemi ma solo vantaggi sensibili per tutti e quindi per il futuro della città. In caso contrario sarebbe una grande delusione con conseguenze inevitabili per i responsabili. 

Va detto che dopo avere deliberato il dissesto, l’Amministrazione Comunale ha governato al meglio per uscirne e i dati lo confermano, ora però per sbloccare l’immobilismo che attanaglia la città da molti anni è evidente che occorre costruire il futuro (senza commettere errori) e nell’interesse generale, ma senza dimenticare che il rilancio della città passa anche attraverso la soluzione dei problemi esistenti, quelli che ormai da troppo tempo assillano cittadini e imprese. 

Occorre pertanto dare avvio alla manutenzione delle strade, migliorare l’efficenza nella pulizia della città, nella gestione del verde urbano, nei servizi pubblici, realizzare piste ciclabili dove servono (ad esempio sul cavalcavia per il Cristo) eliminare i ruderi ai giardini pubblici (ex pista sul ghiaccio, ex bar Piccadilly, ex bar Zerbino e ex gelateria Cangiassi). 

Inoltre occorre tornare a presidiare il territorio per il controllo della viabilità e la sicurezza dei cittadini e un piano della mobilità per ridurre l’inquinamento (dopo anni di colpevole immobilismo) con una zona a traffico selezionato, ma con parcheggi decentrati e trasporti pubblici funzionanti, per non penalizzare ulteriormente il commercio.

Si deve tenere presente che ai commercianti ciò che interessa maggiormente è ovviamente la loro attività e che per gli stessi ma anche per i loro dipendenti rappresenta un aspetto fondamentale, prima ancora del problema dell’inquinamento e dei grandi progetti.


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