Codici: ci costituiremo parte civile per tutelare gli ospiti della casa di riposo di Catania

Posti letto insufficienti con ospiti costretti a dormire su divani, ambienti privi di riscaldamento e fatiscenti.

È quanto portato alla luce dai Carabinieri dei Nas di Catania presso una casa di riposo del capoluogo etneo. Secondo i rilievi dei militari dell’Arma, la struttura operava in condizioni irregolari e per questo ne è stata disposta la chiusura. Sul caso interviene l’associazione Codici, che si è attivata per vie legali attraverso la delegazione siciliana.

“Quanto emerso dalle ispezioni dei Nas è agghiacciante – dichiara Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia – e faremo tutto il possibile affinché venga fatta giustizia. Parliamo di anziani costretti a dormire sui divani perché non c’erano abbastanza letti, di locali senza riscaldamento e di ambienti fatiscenti, privi perfino del certificato di prevenzione incendi. Chi affida i propri cari alle case di riposo lo fa contando non solo sulla qualità del servizio proposto, ma anche sull’umanità di chi li gestisce. Ecco, in questa vicenda mancano entrambe le cose. Ci costituiremo parte civile per tutelare gli ospiti della struttura, quanto accaduto è di una gravità inaudita”.

Il titolare della casa di riposo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per maltrattamenti, mancata comunicazione degli ospiti all’autorità di Pubblica Sicurezza ed assenza del certificato di prevenzione incendi. Il Comune, dal canto suo, ha disposto la sospensione immediata dell’attività ed il trasferimento degli anziani in strutture autorizzate e conformi ai requisiti di legge.

“Rivolgiamo un plauso ai Carabinieri dei Nas per questo intervento – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e per l’azione di verifica di queste strutture, fondamentale per tutelare gli ospiti ed i loro cari. Non bisogna abbassare la guardia. Vicende del genere dimostrano come purtroppo le case di riposo possono trasformarsi in case degli orrori. Siamo pronti a fare la nostra parte in aula affinché vengano accertate le responsabilità di chi ha costretto gli anziani a vivere in situazioni inaccettabili considerando la loro condizione di grande fragilità”.