Difterite, Ministero Salute: cosa c’è da sapere
La difterite è una malattia infettiva acuta, causata da ceppi batterici appartenenti alla specie Corynebacterium diphtheriae produttori di tossina.
Nella forma più classica e grave, la difterite si presenta come una malattia respiratoria che si manifesta a livello delle vie aeree superiori (naso, faringe, laringe, trachea).
È una malattia molto contagiosa, che si trasmette da uomo a uomo per via aerea (starnuti, tosse) o per contatto diretto (lesioni cutanee).
La difterite è ancora una malattia endemica in alcune aree del mondo, quali il Sud-Est Asiatico, diffusa soprattutto in India, Indonesia, Filippine, Malesia Nepal, Africa e Brasile, e i soggetti non vaccinati sono ad alto rischio di contrarre la malattia, in particolare se di età pediatrica. Anche in Europa, principalmente in alcuni paesi dell’Est (es. Lettonia), ma anche in UK, Francia, Germania e Italia, ogni anno, sono segnalati casi sporadici di difterite.
Periodo di incubazione e sintomi
Il periodo di incubazione dura da 2 a 5 giorni, ma occasionalmente può arrivare a 10 giorni.
Se non viene trattata tempestivamente, la difterite può causare gravi complicanze, che possono includere una infiammazione a carico del miocardio (causando aritmie, con rischio di arresto cardiaco, miocardite, insufficienza cardiaca progressiva) e del sistema nervoso periferico (polineurite).
Diagnosi e terapia
La diagnosi della difterite si basa sull'esame clinico e viene confermata microbiologicamente dall’isolamento del batterio dai materiali biologici prelevati nei siti interessati dall’infezione (es. faringe, naso, pseudomembrane).
Se il medico sospetta un caso di difterite, la terapia deve essere iniziata immediatamente, prima ancora che i risultati dei test siano disponibili, e la persona deve essere messa in isolamento per evitare che contagi altre persone.
La terapia si basa sulla somministrazione di siero antidifterico (DAT) e di antibiotici.
Prevenzione
La difterite è una malattia prevenibile con il vaccino antidifterico, costituito da tossina difterica resa non tossica (anatossina o tossoide), ma comunque in grado di stimolare la produzione di anticorpi protettivi da parte del sistema immunitario.
La prevenzione della difterite si basa sulla vaccinazione dei bambini nel primo anno di vita (ciclo di base a 3 dosi), utilizzando prodotti combinati in cui la componente antidifterica è associata ad altre componenti (in Italia è raccomandato l’utilizzo del vaccino esavalente (pertosse, tetano, difterite, poliomielite, epatite virale B e Haemophilus influenzae B).
Il ciclo di base del vaccino è costituito da tre dosi, da praticare al terzo, quinto e dodicesimo mese di vita del bambino. Successivamente vengono eseguite due dosi di richiamo, all’età di 6 e 14 anni. A ciclo ultimato, la vaccinazione antidifterica conferisce una protezione pressoché totale. Per conservare una buona immunità è raccomandata una dose di richiamo ogni 10 anni.
Per approfondire
- Vaccinazioni
- Difterite
- ISS- Difterite cosa sapere
- Assistenza sanitaria Paesi extra UE - Se parto per... guida interattiva
- USMAF, pagina Vaccinazioni per i viaggiatori internazionali

