"Il futuro della Terra nelle mani delle donne"

Nell’ambito di “Territori di Gusto e Sicurezza Alimentare”, progetto realizzato dall’associazione Codici Lazio con la collaborazione dell’associazione Codici Cultura, cofinanziato dalla Camera di Commercio di Frosinone e Latina, e patrocinato dalla Regione Lazio, l'associazione Codici Lazio dà spazio alla voce di esperti del settore per esplorare il tema della sicurezza alimentare, della valorizzazione dei prodotti enogastronomici del territorio e delle scelte sane e consapevoli dei consumatori in materia di salute e alimentazione.

Oggi è la volta di Alessandra Atorino, Presidente di Confagricoltura Donna Frosinone e imprenditrice agricola. Di seguito il suo intervento dal titolo “Il futuro della Terra nelle mani delle donne”.

Il 2026 è stato indetto dalla FAO Anno Internazionale della Donna Agricoltrice e l’ONU ha proclamato l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori. Questi 2 temi si completano e fondono nelle celebrazioni che si stanno svolgendo in tutto il mondo: In Italia, Confagricoltura Donna al riguardo ha stilato (28.04.26) il Documento di Roma per #IYWF2026 e inoltrato alle Istituzioni le richieste delle imprenditrici nei 7 punti fondamentali di “L’Agricoltura è Donna”, e lo sarà ancor più in Futuro. L’Euro-deputata Antonella Sberna, lì, ha citato il 7° Censimento Generale dell’Agricoltura 2020 dove i Capi Azienda Donne erano il 31,5% del totale in aumento rispetto al 30% del 2010. La FAO dice che le Donne, colmando il GAP di genere, aumenterebbero il P.I.L. Mondiale del 30% contribuendo al fabbisogno alimentare in modo sostanziale oltre che aumentare modelli di produzione più sostenibili dimostrando di svilupparne di più rispetto agli uomini. Celebrare ha l’obiettivo di attenzionare, ricordare alle società tutte, il ruolo importante che deve essere ancora pienamente riconosciuto alle Donne occupate attivamente da sempre in Agricoltura, alle Pastore e Allevatrici, per troppo tempo silenti, presenze connesse strettamente al valore strategico che i Pascoli e la Pastorizia rivestono sulle aree rurali interne, svantaggiate, montane dove le Moderne Imprenditrici Agricole sono presenti col 60% del totale di aziende agricole che conducono con difficoltà maggiori che in pianura per microdimensione e fondi frammentati. Nel frusinate esse insistono su un territorio costituito orograficamente al 90% da comuni in zona montana spesso con insufficienti infrastrutture o inesistenti. Il Fattore D contribuisce a contrastare in primis lo spopolamento poi a generare ricchezza economica sul territorio, infine, a garantire a livello globale la conduzione di modelli sostenibili di produzione, sviluppo e controllo ambientale a beneficio diretto e indiretto di tutte le comunità, rurali e non. Le attività agricole e zootecniche condotte in questi territori sono strumenti di: Custodia del Territorio e delle tradizioni culturali di cui il Cibo prodotto ne è la prima espressione, Conservazione dell’Identità dei luoghi e persone, Produzione di Eccellenze Uniche, Costruzione di Filiere Corte di Qualità accessibili e a KM0, Accrescimento della Biodiversità che gli agronomi, ecologi e botanici osservano essere massima nelle zone di confine tra prato e bosco dei pascoli, Controllo del Suolo e gli Incolti grazie alla selezione delle erbe che brucano i capi al pascolo, Rigenerazione dei Suoli e Contrasto all’Erosione provocata dal ruscellamento dell’acqua, grazie al calpestio leggero che smuove e compatta la terra operato dal pascolamento brado dei capi e le Pratiche Colturali non invasive operate mantenendo  varietà vegetali autoctone selvatiche, antiche o coltivazioni miste foraggere e ancora piante e erbe officinali e aromatiche, lavanda, rosmarino, menta, trifoglio, cardo, biancospino, prugnolo, eccetera, che richiamano insetti impollinatori aumentando la Biodiversità  degli ecosistemi antropici e naturali, Accrescimento della Fertilità della Terra con le deiezioni degli animali al pascolo che fissano l’azoto del materiale organico lentamente essiccato al sole preservando questi ecosistemi di per sé fragili e creando la bellezza del paesaggio agricolo e rurale caratteristica di questi territori, spesso inseriti nella rete Natura 2000 di conservazione delle aree Rurali riconosciuta a livello Nazionale ed Europeo che impone vincoli per la conduzione delle attività agricole ma riconosce il valore agli agricoltori che vi insistono. Questi microsistemi agricoli hanno una resa medio bassa delle produzioni attraverso anche la rotazione delle Colture e i periodi di messa a riposo dei fondi operate e costi di produzione più alti. Eppure, i produttori agricoli di questi territori stanno scommettendo sempre più sul Regime Biologico da adottare, e le aziende femminili ne rappresentano una larga fetta, ottemperano a protocolli più stringenti: quindi le produzioni ottenute sono di nicchia, di alta qualità e salubri ma il Consumatore che li predilige, rispetto a quelli da agricoltura convenzionale o importati molto spesso, non ne viene a conoscenza o non sa riconoscerli e non riesce a sceglierli. Per la natura, quantità , stagionalità, è difficile trovarli sempre o nella grande distribuzione locale; non si sa spesso come e dove acquistarli e riconoscerli per mancanza di politiche territoriali ancora insufficienti di informazione adeguata al consumatore, progetti di valorizzazione turistica da operare nei territori permanentemente in cui inserire la presenza delle aziende con la loro mappatura, di conoscenza dell’esistenza delle aziende agricole del territorio da parte degli enti locali e la comunità, perciò  ogni produttore è limitato nel suo sviluppo e si trova spesso a costruire da sé sistemi e reti di commercializzazione ed è meno competitivo. Le Associazioni di categoria agricole, dei Diritti al consumatore, Culturali e i Progetti Regionali di Valorizzazione  delle produzioni e delle filiere a KM0 svolgono il ruolo fondamentale di incentivo alla Resilienza Attiva, di costruzione di strategie a difesa e contrasto ai metodi di concorrenza sleale per tutelare sia gli agricoltori che non possono competere alla pari sul mercato con il prezzo giusto da esigere per i propri prodotti, e comunque già più alto rispetto a quello di altri prodotti spesso importati e/o senza protocolli di produzione, etichette di tracciabilità e garanzie di pari qualità e costi di produzione più bassi, sia il consumatore Finale al quale dare informazioni di trasparenza sulla filiera produttiva e metodi e identità di produzione tracciata oltre che di eticità, identità e valore sociale aggiunti del prodotto. Queste Azioni possono fare la differenza per la sopravvivenza degli agricoltori e delle loro eccellenze agroalimentari prodotte in questi luoghi, oltre ad essere garanzia del valore nutritivo e qualità ed unicità del prodotto, anche del Benessere Animale operato negli allevamenti integralmente o parzialmente al Pascolo indicato nelle etichette e l’etichettatura e da cercare in: latte , formaggi, carne , insaccati, eccetera, che sono garanzia di bassa insorgenza di patologie e scarso o nullo utilizzo di antibiotici oltre che dell’eticità delle attività che seguono i ritmi biologici naturali di crescita dei capi, operando una Tutela Ambientale per il basso impatto prodotto dalle attività così condotte, Contrastano il Cambiamento Climatico per le basse emissioni di CO2 e, importantissimo, Garantiscono la Sicurezza e Sovranità Alimentare delle Comunità con produzioni di alto profilo e valore nutrizionale. Le Donne Agricoltrici che si inseriscono in questo contesto e in generale nel settore agricolo oggi hanno una difficoltà in più dovuta al gap di genere: nonostante 2 su 3 siano altamente istruite e molte imprenditrici siano di 1a generazione, con coraggio fanno impresa agricola spesso già formate, ma non riescono a raggiungere in modo paritario agli uomini l’uguale diritto di accesso alla terra, credito e rappresentanza nei tavoli decisionali a tutti i livelli. La Resilienza delle Donne che tornano alla Terra in queste zone rurali o che vi continuano la tradizione prendendo in mano il testimone, ha un caro prezzo ed è un limite di sviluppo invece che un’opportunità se esse non saranno incentivate economicamente nei giusti modi a rimanervi e non verranno considerate Risorsa, pilastro sociale delle comunità dove garantiscono il ricambio generazionale. La Leadership delle Donne è in ascesa ma va ancora costruita e protetta! Le aziende agricole femminili sono fragili: hanno redditi di base e liquidità inferiori agli uomini, ne consegue più difficoltà di accesso al credito, dimensioni micro, minor credibilità per le banche, mancanza di crescita. Nelle province di Frosinone e Latina lo Studio dell’Istituto Tagliacarne, svolto su idea del Comitato d’Imprenditoria Femminile uscente della CCIAA di FR e LT, fotografa la presenza delle Donne occupate in agricoltura nel 2025 al secondo posto con il 19,5-19,2%, dopo i servizi alla persona e prima dell’industria; nel frusinate 1 azienda agricola su 2 è gestita da una Donna con meno di 9 dipendenti al 96,9%, che è specializzata in coltivazioni agricole associate all’allevamento. Le Donne non vogliono sussidi ma più politiche di welfare efficaci e maggiori infrastrutture per contrastare l’isolamento e conciliare le cure familiari con il lavoro al pari degli uomini, insediandosi su fondi più difficili da coltivare ma loro “più appetibili” essendo meno costosi. Il Tagliacarne rivela: più degli Uomini le Donne fanno Innovazione, sviluppano soluzioni tese al Miglioramento dei processi produttivi e la Sostenibilità Ambientale, creano Diversificazione aziendale e fanno Rete. Sono di Donne le aziende agricole che hanno per prime: aperto le proprie porte al Consumatore Finale sposando poi la cultura dell’Agriturismo di cui sono in maggioranza titolari, istituito visite aziendali conoscitive come strategia di marketing, avviato percorsi di Educazione Ambientale e Alimentare in azienda, incentivato l’e-Commerce di prossimità durante la Pandemia per resistere alla crisi economica, applicato l’etichettatura digitale con QR Code sui prodotti a garanzia della tracciabilità della Filiera e Sostenibilità al consumatore Finale, adottato nuove tecnologie di produzione sostenibili e di risparmio energetico e di accrescimento della resistenza di piante e animali con pratiche tese alla reintroduzione e recupero di varietà o razze autoctone dimenticate restituendo loro nuova linfa commerciale nella consapevolezza che il Cibo di qualità è Vita e Cultura prima di essere Risorsa Economica. Il Futuro dell’Agricoltura e dell’agroalimentare di eccellenza è anche un affare di Donne che con coraggio e poche risorse ancora scelgono di fare azienda agricola. Se tutte le ricerche e gli Studi indicano l’importanza del potenziale economico e sociale che è nelle  mani delle Donne è fondamentale allora che venga tesa loro la mano per aggiungere valore e forza non soltanto alla competitività del comparto Made in Italy e dell’Agroalimentare tutto ma per restituire identità , ricchezza e rispetto al ruolo della Donna nella Società civile e la Sua Presenza nei territori rurali di unica bellezza dove esse vogliono e sperano di continuare a vivere e lavorare costruendo un Futuro Dignitoso e degno per le Nuove Generazioni!