Codici: le crociere e il grande inganno del maltempo
Il maltempo. È il protagonista che non ti aspetti e che rovina le vacanze, trasformando la crociera da sogno in un incubo.
Non solo. Spesso è anche la scusa utilizzata dalle compagnie di navigazione per non riconoscere quanto dovuto ai malcapitati viaggiatori. Eppure, la normativa dice altro, come sottolinea l’associazione Codici, attiva nel settore delle crociere per fornire assistenza ai passeggeri tutelandone diritti a volte ignorati dalle società e non del tutto noti agli stessi viaggiatori.
“Spesso riceviamo segnalazioni e richieste di assistenza da persone, magari ancora a bordo della nave, che lamentano drastiche modifiche dell’itinerario – dichiara Stefano Gallotta, avvocato di Codici –. Il viaggio prevedeva delle mete che sono saltate perché la rotta è improvvisamente cambiata. La causa più ricorrente è il maltempo. Condizioni proibitive che costringono il Comandante, ad esempio, a cancellare una tappa. La sicurezza è prioritaria, nessuno lo mette in dubbio, così come è chiaro che gli imprevisti in mare non sono una rarità. Il problema è che in questi casi le compagnie cercano di sfuggire a quanto previsto dalla normativa, ricorrendo a soluzioni alternative che hanno come obiettivo quello di risparmiare. È vero che se c’è mare mosso il Comandante deve cambiare rotta per sicurezza ed è vero che, in questo caso, non si ha diritto al risarcimento del danno, il cosiddetto danno da vacanza rovinata. Il passeggero, però, ha diritto alla riduzione del prezzo. Lo stabilisce l’articolo 43 del Codice del Turismo, che recepisce la Direttiva Europea, e che dice che il contratto della crociera è un pacchetto turistico. Se si salta una tappa, si crea un difetto di conformità e la riduzione del prezzo si applica anche per cause di forza maggiore o meteo avverso. Non importa di chi sia la colpa. In questi casi è importante prestare attenzione alle anche scadenze – sottolinea Gallotta –. C’è ancora chi sostiene che bisogna fare reclamo entro 10 giorni dal rientro, ma non è più così e anche da diversi anni. La legge è cambiata dal 2018, il limite dei 10 giorni è stato abolito, è possibile richiedere indietro i soldi fino a 2 anni dal rientro. Possono sembrare passaggi tecnici, mentre si prenota una crociera si guarda più la meta che la normativa e mentre si viaggia si pensa a divertirsi più che a ripassare i propri diritti – aggiunge il legale –, ma è bene sapere anche queste cose, perché a volte le compagnie non informano chiaramente e tempestivamente i passeggeri. In alcuni casi che abbiamo trattato le condizioni meteo, pur essendo note da tempo, sono state comunicate all’ultimo istante, se non addirittura a crociera iniziata, ai viaggiatori. Non solo. Di fronte alla cancellazione di una tappa, è capitato che venisse proposto un voucher da spendere a bordo o uno sconto su una prossima prenotazione, spiegando che non spettava altro perché l’itinerario era stato modificato per cause di forza maggiore. In questo modo i crocieristi vengono privati di un diritto. Per questo è bene informarsi, sapere come comportarsi, cosa chiedere e cosa attendersi dalla compagnia. Sono aspetti importanti perché permettono di tutelarsi e di far valere i propri diritti in caso di problemi con la crociera. E naturalmente sono tutte questioni su cui è possibile richiedere supporto, anche perché le compagnie non sempre riconoscono quanto dovuto, ma cercano di cavarsela con voucher, crediti da spendere a bordo o sconti sulle prenotazioni. La legge dice altro – conclude Gallotta –, bisogna rispettarla, così come si devono rispettare i diritti dei viaggiatori”.
L’associazione Codici fornisce assistenza legale in caso di problemi con il pacchetto turistico acquistato per la crociera. Per informazioni e supporto telefonare al numero 065571996, inviare un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 oppure scrivere un’e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

