Risiko bancario, Codici: chiediamo vigilanza a tutela dei risparmiatori

Nel giro di meno di 48 ore, il panorama bancario italiano è stato scosso da una sequenza di mosse che ne ridisegnano radicalmente gli assetti.

Domenica 7 giugno 2026, Banco BPM ha avanzato a Banca Monte dei Paschi di Siena una proposta di fusione tra pari, prospettando la nascita di un gruppo con una capitalizzazione potenziale superiore a 50 miliardi di euro. A distanza di poche ore, Intesa Sanpaolo ha risposto con un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio volontaria totalitaria su Mps, per un controvalore massimo di circa 30,6 miliardi di euro, siglando contestualmente un accordo vincolante con Unipol Assicurazioni. Una situazione in continua evoluzione, che l’associazione Codici sta seguendo con attenzione visto l’impegno a tutela dei consumatori e risparmiatori.

“Le operazioni di concentrazione bancaria di tale portata non sono eventi tecnici riservati agli addetti ai lavori – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Ridefiniscono le condizioni di accesso al credito, i costi dei servizi bancari e la capacità dei cittadini di muoversi liberamente tra istituti concorrenti. Un’operazione di questa complessità non può essere valutata sulla sola base di accordi siglati in sede di annuncio dell’offerta. Le cessioni preventive, per quanto ben strutturate, non garantiscono automaticamente che le soglie di concentrazione consentite dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato vengano rispettate su tutti i mercati rilevanti: dalla raccolta al dettaglio al credito alle famiglie, dai mutui ai servizi di pagamento. Se l’operazione andasse in porto nella sua configurazione attuale, si verrebbe a creare il secondo gruppo bancario dell’intera Eurozona per capitalizzazione di borsa, con circa 126 miliardi di euro. Una massa critica di tale dimensione, anche dopo i rimedi strutturali previsti, rischia di alterare in modo significativo le dinamiche competitive sul territorio italiano, con ricadute dirette sulle condizioni offerte ai clienti retail. Per questo è fondamentale garantire la massima trasparenza e fornire un quadro chiaro ai risparmiatori. Non è sufficiente ratificare gli accordi già siglati tra le parti, è necessario valutare in modo autonomo e indipendente l’impatto dell’intera operazione sulla concorrenza e sui consumatori finali. Non basta che le banche dichiarino di avere già trovato la soluzione al problema antitrust: spetta alle autorità di vigilanza accertarlo. Riteniamo, inoltre, opportuno che le associazioni dei consumatori vengano formalmente coinvolte nelle procedure di consultazione previste dalla normativa, e che venga garantita la massima trasparenza sull’iter istruttorio, sui dati di concentrazione analizzati e sulle eventuali prescrizioni imposte. Ad esempio, una domanda all’apparenza banale ma fondamentale in ottica futura: i clienti Mps manterranno le condizioni contrattuali attuali? I risparmiatori non sono comparse di una partita che si gioca tra grandi istituti e gruppi assicurativi. Sono i clienti che ogni giorno affidano le proprie risorse al sistema bancario. Il loro diritto a operare in un mercato aperto e concorrenziale deve essere difeso con la stessa energia con cui si discute di capitalizzazioni, sinergie e premi di borsa”.