A quasi un mese dall’inizio delle guerra del Golfo, che ha pesantemente inciso sull’andamento dei mercati energetici internazionali, l’Italia registra la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra i principali Paesi europei e, al contempo, i prezzi medi di benzina e gasolio inferiori rispetto alle grandi economie industriali dell’Unione europea, Francia e Germania.
Nel 2025 l’attività di recupero svolta da Agenzia delle entrate e Agenzia delle entrate-Riscossione ha consentito di riportare nelle casse dello Stato 36,2 miliardi di euro, 2,8 miliardi in più rispetto al 2024 (+8,4%).
L’associazione Codici aggiorna il quadro relativo all’impatto economico delle tensioni nel Golfo Persico, con particolare riferimento allo scenario di un possibile attacco all’isola iraniana di Qeshm, nodo strategico nello Stretto di Hormuz.
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, su indicazione dei ministri delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e dell’Economia e delle Finanze, on. Giancarlo Giorgetti, ha trasmesso alla Guardia di Finanza la lista dei distributori che non hanno ancora adeguato i prezzi dei carburanti al taglio delle accise disposto dal Governo, con l’indicazione delle potenziali e più significative anomalie rilevate. I controlli su tutto il territorio nazionale sono già in corso e continueranno sulla rete stradale, autostradale e lungo tutta la filiera.
A gennaio 2026 sono stati erogati alle famiglie assegni per 1,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,7 miliardi del 2025.
Il quadro dei prezzi energetici registra un ulteriore peggioramento, confermando una dinamica inflattiva in accelerazione già evidenziata nei precedenti monitoraggi dell’associazione Codici.
L’Istituto annuncia che è disponibile la Certificazione Unica (CU) 2026, relativa ai redditi percepiti nel 2025. Questo importante documento può essere facilmente accessibile attraverso numerosi canali, sia digitali che tradizionali, a conferma dell’impegno dell’INPS nel promuovere l’innovazione e la semplificazione dei servizi per i cittadini.
La decisione dei 32 Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche mondiali rappresenta un intervento straordinario finalizzato a evitare interruzioni dell’offerta e a ridurre le tensioni sui mercati energetici provocate dalla guerra con l’Iran.











