A pochi giorni dall’annuncio da parte del Governo dell’abolizione per le auto medio-piccole e per le moto, il bollo torna protagonista, questa volta in negativo.
Il maltempo. È il protagonista che non ti aspetti e che rovina le vacanze, trasformando la crociera da sogno in un incubo.
"Con questo decreto compiamo un altro passo in avanti per rafforzare la reputazione del vino italiano e la crescita dei nostri territori. Sostenere la promozione del turismo enologico vuol dire valorizzare le produzioni di qualità, il paesaggio, la cultura, l'ospitalità e le tradizioni che caratterizzano l'Italia da nord a sud, creando importanti occasioni di sviluppo. Lo facciamo potenziando l'azione fondamentale realizzata dai Consorzi, dalle organizzazioni dei produttori e da quelle interprofessionali per raccontare e far conoscere direttamente nei luoghi dove nascono le eccellenze l'unicità del nostro patrimonio vitivinicolo. Questo provvedimento, di cui siamo orgogliosi, è il diretto risultato del lavoro portato avanti dall'Italia in Europa con l'obiettivo di rafforzare la competitività di questo settore strategico del Made in Italy". Lo dichiara il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, annunciando di aver firmato il decreto per la promozione del turismo enologico.
Il progetto “Territori di Gusto e Sicurezza Alimentare”, realizzato dall’associazione Codici Lazio con la collaborazione dell’associazione Codici Cultura, cofinanziato dalla Camera di Commercio di Frosinone e Latina, e patrocinato dalla Regione Lazio, prosegue il percorso di approfondimento coinvolgendo esperti qualificati sui temi della sicurezza alimentare, della promozione delle eccellenze enogastronomiche locali e di un’alimentazione sana e consapevole.
Da domenica 27 settembre 2026 diventano pienamente applicabili in Italia le nuove regole contro il greenwashing, cioè contro le pubblicità e le etichette che presentano un prodotto come ecologico o sostenibile senza che questo corrisponda al vero.
Una novità rilevante, su cui l’associazione Codici richiama l’attenzione sottolineando lo stop a claim ambientali vaghi o non verificabili, con le aziende chiamate a dimostrare con prove concrete ogni promessa di sostenibilità.
“Le nuove norme derivano dal Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, che ha recepito nel nostro ordinamento la Direttiva europea 2024/825, conosciuta anche come direttiva EmpCo, ovvero Empowering Consumers for the Green Transition. Il decreto è già in vigore dal 24 marzo scorso, ma alle imprese è stato concesso un periodo transitorio di 6 mesi per adeguarsi: da fine settembre, quindi, le regole si applicano a tutti gli effetti”.
Il decreto modifica il Codice del Consumo e introduce paletti più stringenti su come le aziende possono comunicare la sostenibilità dei propri prodotti e servizi. Basta claim generici e non provati. Espressioni come “eco-friendly”, “amico dell’ambiente” o “a impatto zero” non potranno più essere usate liberamente: ogni affermazione ambientale dovrà essere sostenuta da elementi verificabili e riconoscibili dal consumatore. Etichette di sostenibilità sotto controllo. I marchi e i loghi “verdi” potranno essere utilizzati solo se basati su sistemi di certificazione riconosciuti o istituiti da autorità pubbliche, e non più creati liberamente dalle aziende stesse. Attenzione alla durata dei prodotti. Vengono contrastate anche le pratiche legate all’obsolescenza programmata, cioè la scelta di progettare beni con una vita utile limitata, e le informazioni ingannevoli sulla durabilità e riparabilità dei prodotti. Più trasparenza prima dell’acquisto. Vengono rafforzati gli obblighi informativi che le imprese devono rispettare prima che il consumatore concluda un contratto, anche negli acquisti online e fuori dai negozi. Sanzioni più severe. Le pratiche ingannevoli in materia ambientale vengono ora inserite in un elenco preciso di comportamenti vietati, con conseguenze sanzionatorie certe per le imprese che non rispettano le regole.
“Accogliamo con grande favore l’entrata in applicazione di queste nuove regole – afferma Giacomelli –, che rappresentano un passo fondamentale per restituire ai consumatori fiducia nelle scelte di acquisto sostenibili. Per troppo tempo il mercato è stato invaso da messaggi ambientali vaghi, ambigui o addirittura falsi, che hanno confuso i cittadini e penalizzato le imprese che invece investono seriamente nella sostenibilità. Chi dichiara che un prodotto è ‘verde’ ora dovrà dimostrarlo con fatti concreti e certificazioni verificabili, non con semplici slogan pubblicitari. Continueremo a vigilare affinché queste norme vengano applicate con rigore. La lotta al greenwashing non è solo una battaglia di trasparenza commerciale: è una battaglia di credibilità per l’intera transizione ecologica. Solo etichette e certificazioni affidabili, controllabili e riconosciute possono permettere ai consumatori di orientare i propri consumi verso scelte realmente sostenibili – conclude il Segretario Nazionale di Codici –, premiando le aziende oneste e scoraggiando chi specula sulla sensibilità ambientale delle persone”.
Codici invita i consumatori a segnalare eventuali messaggi pubblicitari sospetti o non chiari. È possibile contattare l’associazione telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 oppure scrivendo un’e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Nell’ambito di “Territori di Gusto e Sicurezza Alimentare”, progetto realizzato dall’associazione Codici Lazio con la collaborazione dell’associazione Codici Cultura, cofinanziato dalla Camera di Commercio di Frosinone e Latina, e patrocinato dalla Regione Lazio, l'associazione Codici Lazio dà spazio alla voce di esperti del settore per esplorare il tema della sicurezza alimentare, della valorizzazione dei prodotti enogastronomici del territorio e delle scelte sane e consapevoli dei consumatori in materia di salute e alimentazione.
Passare da una tutela che interviene soprattutto dopo il danno a un sistema capace di prevenire i problemi.
È questa la proposta centrale dell’associazione Codici – Centro per i Diritti del Cittadino nelle osservazioni presentate ad Arera sul Quadro Strategico 2026-2029, con interventi che riguardano energia, acqua, rifiuti, vigilanza e transizione energetica.
Per l’associazione, segnalazioni, reclami e conciliazioni non devono servire soltanto a risolvere il singolo caso. Se analizzati insieme, possono far emergere pratiche scorrette e disservizi ricorrenti. Codici propone quindi un sistema di early warning che utilizzi anche strumenti di intelligenza artificiale per individuare anomalie, ma sempre con verifica umana e senza automatismi nelle decisioni.
“Il consumatore – dichiara Massimiliano Astarita, Responsabile Nazionale del Settore Utility di Codici – non può essere tutelato solo quando il problema è già esploso. Le informazioni che arrivano ogni giorno dagli Sportelli possono aiutare Arera a capire prima se sta nascendo un fenomeno seriale. La tecnologia può essere un supporto importante, ma deve restare uno strumento di analisi, non sostituire la valutazione umana”.
Tra le proposte c’è anche il completamento della tutela individuale con un terzo livello decisorio dopo la conciliazione, sul modello della definizione Agcom-Corecom, insieme a strumenti cautelari rapidi per proteggere la continuità del servizio durante le controversie.
Un altro punto riguarda la morosità. Codici non propone condoni, ma chiede di separare il recupero del credito dalla privazione totale di un servizio essenziale. Per le utenze domestiche l’associazione propone una soglia minima di fornitura non azzerabile, da definire tecnicamente nei diversi settori, distinguendo nettamente i debiti effettivamente dovuti dalle somme oggetto di contestazione.
Nel documento si chiede inoltre che le violazioni seriali non si esauriscano nella sola sanzione all’operatore: quando possibile, devono seguire restituzioni, indennizzi e ripristino delle posizioni dei consumatori coinvolti. Sui rifiuti, Codici punta su qualità misurabile, tariffazione puntuale e responsabilità chiare tra enti affidanti e gestori. Sulla transizione energetica, infine, chiede che i rischi di investimenti inefficienti o sovradimensionati non vengano trasferiti automaticamente sulle bollette.
“La regolazione deve tenere insieme sostenibilità economica, qualità dei servizi e tutela delle persone – conclude Astarita –. L’obiettivo non è indebolire gli operatori, ma costruire regole in cui responsabilità, incentivi e tutele siano realmente coerenti”.
Prende il via per il quarto anno consecutivo la Carta Dedicata a Te, la misura voluta dal Governo Meloni per sostenere concretamente le famiglie italiane in maggiore difficoltà economica e, al tempo stesso, promuovere il consumo delle produzioni agroalimentari nazionali di qualità.








