Acqua Minerale San Benedetto: accogliamo con spirito costruttivo il decreto emesso dal Tribunale di Venezia

Arriva la replica Acqua Minerale San Benedetto alla nota con cui l'associazione Codici ha commentato la sentenza del Tribunale di Venezia in merito all'utilizzo di cinque asserzioni ambientali, ordinandone la rimozione dal sito web e dai social network.

Di seguito la nota integrale.

Acqua Minerale San Benedetto accoglie con spirito costruttivo il decreto emesso dal Tribunale di Venezia nell’ambito del procedimento promosso dall’Associazione Codici in materia di comunicazione ambientale.

La decisione, che ha respinto gran parte dei motivi di ricorso proposti da Associazione Codici, rappresenta per l’Azienda un ulteriore contributo alla definizione di criteri sempre più chiari, specifici e trasparenti nella comunicazione rivolta ai consumatori, in un ambito complesso e in continua evoluzione come quello delle asserzioni ambientali.

Il Tribunale ha escluso l’ingannevolezza del marchio Ecogreen e del claim “Ecogreen: il nostro impegno concreto”.

È stata inoltre confermata la correttezza e la legittimità delle asserzioni accompagnate da dati puntuali e verificabili, riguardanti, tra gli altri, la misurazione e la compensazione delle emissioni residue, il Progetto Network, la riduzione del peso degli imballaggi, il risparmio di plastica e le iniziative di sostenibilità digitale. Nella propria decisione, il Tribunale ha riconosciuto che tali comunicazioni illustrano, attraverso “dati concreti e tangibili”, le strategie e i progetti realizzati dall’Azienda nel proprio percorso verso una progressiva riduzione dell’impatto ambientale. Il provvedimento ha inoltre preso atto della solidità della documentazione prodotta da San Benedetto, tra cui il Technical Report, il Report Carbon Footprint 2024, realizzato in conformità allo standard ISO 14067:2018, e l’Inventario GHG di organizzazione, condotto secondo lo standard ISO 14064-1:2018.

Il Tribunale ha richiesto la rimozione dal sito internet e dai canali social di sole cinque formulazioni considerate generiche e non sufficientemente circoscritte a prodotti, attività o risultati specifici. Si tratta in particolare di taluni claim quali: (i) “Sai che PET è riciclabile?”; (ii) “Non solo packaging”; (iii) “L’Innovazione tecnologica dedicata all’ambiente”; (iv) “Più RPET, meno plastica vergine”; (v) “San Benedetto e sostenibilità”. San Benedetto, in esecuzione del provvedimento, ha provveduto a recepire tali indicazioni e ha già apportato tutte le modifiche richieste.

Da anni San Benedetto investe nella misurazione degli impatti, nella riduzione delle emissioni, nell’alleggerimento degli imballaggi, nell’utilizzo di plastica riciclata e in un modello produttivo e logistico volto ad avvicinare le fonti ai luoghi di distribuzione. Un percorso basato su obiettivi misurabili, documentazione tecnica e miglioramento continuo.

La decisione rafforza quindi la volontà dell’Azienda di proseguire nel dialogo con i consumatori, le associazioni e tutti gli interlocutori coinvolti, contribuendo alla diffusione di una comunicazione ambientale sempre più responsabile, rigorosa e basata su elementi concreti.