Codici rilancia il tema padri separati e giustizia

L’associazione Codici ripropone il tema della disparità di trattamento dei papà nei casi di separazione. E lo fa citando una sentenza recente della Cassazione che ha accolto il ricorso di un padre separato contro la condanna per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare decisa dalla Corte di Appello, che aveva ribaltato l’assoluzione del primo grado.

“La Cassazione ha confermato quanto diciamo da tempo – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, ovvero che i giudici non tengono conto della realtà. In questo caso, un papà non aveva versato l’assegno per il figlio minore per alcuni mesi. I giudici territoriali nel condannarlo non hanno considerato, però, le difficoltà economiche dovute all’esito infruttuoso di alcune procedure esecutive avviate dalla ex e non hanno tenuto conto nemmeno del fatto che appena ha potuto, ha ripreso regolarmente i versamenti. In estrema sintesi, un inadempimento di pochi mesi per affrontare nuove spese, come l’affitto di una casa, non può costare una condanna per un padre separato, soprattutto se ha sempre adempiuto con regolarità a questo obbligo. È un provvedimento molto importante. Ci auguriamo che questa ordinanza venga presa in considerazione con attenzione e serietà dai giudici. C’è bisogno di equilibrio quando si valutano i casi di separazione. Frequentemente, infatti, registriamo decisioni a senso unico che vedono soccombere i padri separati, ridotti a bancomat”.

L’associazione Codici è impegnata da anni nell’assistenza ai padri separati attraverso la campagna “Voglio papà”. È possibile segnalare il proprio caso e richiedere supporto telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..